Questa notte ho sognato di andare a fare visita ad un’amica, trasferita all’estero perché richiesta da un’azienda per un lavoro di alto livello. La sua casa non era bellissima, ma strapiena di mobili e oggetti più un gatto, che sembrava uscito fuori da Shrek. Inutile dire che il non raggiungimento di uno status lavorativo elevato mi sta pesando sulla coscienza, per quanto razionalmente non condivida questa inutile aspirazione ad una condizione lavorativa appagante, che so per certo non mi renderebbe felice.
Sono soddisfatta per quello che ho fatto fino ad ora, perché allora lagnarsi e infliggersi inutili punizioni? Al di là di normali rammarichi e rimpianti, che credo in una vita sia piuttosto normale accumulare, che cosa di meglio potrei aspettarmi dalla vita? Sto cercando di realizzarmi e ne ho la possibilità, come posso spiegare al mio inconscio tutto questo? È invidia? Ma per chi? So benissimo che in pochi sono riusciti a fare esattamente quello che hanno voluto, e comunque molti hanno dovuto faticare non poco e scendere a compromessi.
Io credo che il trucco sia essere appagato di quello che si ha e volere quello che si ha. Questo non significa accontentarsi, anzi porsi degli obiettivi è importante per crescere, ma non dobbiamo diventare schiavi dei nostri obiettivi. La vita è spesso inaspettata e così anche noi dobbiamo essere flessibili. È di assoluta importanza godere poi dei risultati dei nostri sforzi, anche se non li abbiamo raggiunto appieno, altrimenti ci perdiamo tutto il divertimento, no?
